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I mobili italiani conquistano la Cina

Il manifatturiero italiano è da sempre sinonimo di lusso, qualità e eccellenza, specialmente in estremo oriente, dove una Cina recentemente apertasi al capitalismo inizia ad apprezzare il Made in Italy. Uno dei settori che trainano l’export verso il colosso asiatico è quello dell’arredamento, l’Italia è infatti andata consolidandosi come primo esportatore di mobili verso la Cina, superando persino un paese come la Germania, dove la produzione industriale è da sempre a livelli altissimi. Secondo i dati diffusi da Federlegno Arredo le aziende italiane hanno venduto alla Cina mobili ed elementi di arredo per un valore di 331 milioni di euro nel 2015, cifra che costituisce il 15,4% delle importazioni complessive verso il paese asiatico, contro il 12% della Germania e il 10% degli Usa.

 

Un mercato “affamato” di Made in Italy

Questi dati assumono ancora più rilevanza se si pensa che la Cina è un mercato ancora relativamente giovane per l’Italia, nel 2015 infatti l’Italia si è piazzata al 21esimo posto a livello mondiale tra i fornitori della Cina. Questo dato, paragonato al trend di crescita fa capire quanto siano ancora ampi i margini di sviluppo di un mercato che ha “fame” di Made in Italy, specialmente grazie alle nuove generazioni e all’aumento dei cosiddetti “nuovi ricchi”. Basti pensare che persino negli anni più bui della crisi l’export di mobili verso la Cina non ha mai rallentato la sua crescita, segnano un +384% tra il 2007 e il 2015 ed un +23% nei primi sei mesi di quest’anno. Infatti se l’export dell’arredamento valeva 68 milioni nel 2007, tale valore è schizzato a 331 milioni a fine 2015, e se ne prevedono 360 per il 2016 e ben 503 per il 2020. I principali comparti di settore mostrano tutti un treno molto positivo, prendendo in esame l’intero 2015 si è registrato un +78% per le camere da letto, accompagnato da un +58% per i soggiorni, un +47% per le cucine, un +40% per il comparto imbottiti ed uno strabiliante +253% per i mobili professionali e commerciali. Secondo i dati relativi al 2015 il maggior importatore di arredamenti Made in Italy è stata la Francia, che ha portato nelle casse delle aziende italiane 1.708 milioni di euro, seguita da Germania (1.328 mln), Regno Unito (1.122 mln), Usa (1.016 mln) e Svizzera (628 mln).

In 20.000 al Salone del Mobile di Shanghai

La prima edizione del Salone del Mobile di Shanghai, una nuova kermesse che ha lo scopo di mettere in contatto il mercato europeo con quello cinese, è stata un successo insperato, con oltre 20.000 visitatori, in gran parte provenienti dalle province cinesi di maggior sviluppo economico, vale a dire il Sichuan, l’Habei e l’Henan. Il Made in Italy era rappresentato da 56 aziende, espressioni di differenti stili, ma tutte accomunate dalla creatività e dal lifestyle italiano. Grande soddisfazione è stata espressa dal Sottosegretario per lo Sviluppo Economico Ivan Scalfarotto, che ha sottolineato il ruolo predominante che la Cina è destinata ad avere per l’export italiano nei prossimi anni:”una ventina dei 200 milioni destinati all’internazionalizzazione andranno alla Cina e di essi 4-5 milioni saranno destinati al potenziamento dell’E-commerce”. Un settore, quello delle vendite online, da cui non si può prescindere per conquistare il mercato cinese, dove quest’anno il numero degli utenti internet ha raggiunto e superato i 700 milioni. Quello cinese non è un mercato facile, l’enorme vastità di territorio e popolazione, unita a regole doganali stringenti rendono necessaria l’azione di mani esperte per esportare in Cina, per entrare con successo nel mercato cinese occorrono strategie promozionali e distributive ad hoc, spesso differenti da quelle da adottare negli altri paesi asiatici, che puntino, oltre che sul già citato e-commerce, anche sulla promozione dei prodotti di fascia alta, in grado di intercettare il gusto degli 1,2 milioni di cinesi con un reddito superiore al milione di euro e dei circa 400 miliardari.