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Il Messico guarda all’Europa

L’elezione di Donald Trump a Presidente degli Stati Uniti è giunta in Messico come un terremoto politico ed economico, rendendo molto tesi i rapporti bilaterali tra i due paesi. Gli Stati Uniti sono il maggiore esportatore mondiale di merci verso il Messico, ma dal 20 gennaio, giorno dell’insediamento della nuova amministrazione alla Casa Bianca, le cose potrebbero cambiare repentinamente. Quella messicana rappresenta un’economia in fase di crescita, seppur non di boom (+2,4% nel 2015 e un +3% previsto a fine 2016, secondo i dati Ocse), anche grazie a una popolazione di 122 milioni di abitanti, e quindi un ampio bacino di consumatori. Il paese centro-americano primeggia in vari settori, tra cui la produzione di materie prime, petrolio e ortofrutta, nei prossimi anni si prevede quindi il consolidamento di una classe media con buone capacità di spesa e una forza lavoro giovane e preparata.

Un paese estremamente aperto dal punto di vista commerciale

Il Messico da sempre rappresenta un paese chiave per le aziende italiane, in quanto hub sia per l’export verso il Centro America che verso gli Stati Uniti, basti pensare che nel paese sono presenti 1.400 imprese italiane, con un investimento di 720 milioni di dollari tra il 1999 e il 2014. Ad attirarle sono state una politica di bassa tassazione alle imprese e la quasi assenza di dazi per importazioni ed esportazioni. Con oltre 40 trattati di libero scambio il Messico è infatti uno dei paesi più aperti al mondo dal punto di vista commerciale, e questo lo rende estremamente appetibile sia per l’export che per l’outsourcing. La vicinanza culturale tra i due popoli latini fa sì che il Made in Italy sia molto apprezzato in tutti in campi, è molto diffuso infatti l’italian sounding, con prodotti che imitano lo stile italiano ma sono in realtà prodotti in Messico, questo apre ampi spazi di crescita per la moda il design e il gusto italiano.

Un’occasione da non perdere per le PMI italiane

Con l’inasprirsi delle tensioni con gli Usa lo sguardo dei buyer messicani si sta inevitabilmente rivolgendo verso l’Europa e in particolare all’Italia, con cui vi sono relazioni bilaterali per il valore di 7 miliardi di dollari. I principali settori dell’export italiano sono meccanica strumentale (33%), metallurgia (14%) e autoveicoli (14%). L’industria italiana da anni guarda al Messico con molto interesse, nel 2014 infatti gli investimenti italiani ammontavano a 368 milioni di dollari, provenienti dai grossi gruppi finanziari italiani ma anche dalle PMI, per un totale 3,3 miliardi di dollari di vendite. A rendere positiva l’immagine del paese ha contribuito il piano di liberalizzazioni varato dal governo messicano due anni fa nei comparti strategici allo scopo di diversificare l’economia e attirare capitali stranieri, sebbene l’efficacia di questi provvedimenti sia stata in parte rallentata dal crollo dei prezzi del greggio. Per le PMI italiane si profila un’occasione di penetrare stabilmente nel mercato messicano che potrebbe non ripresentarsi negli anni a venire, guadagnare spazi nell’import messicani significa di fatto guadagnarli in tutto il Centro America. EGO International è al fianco delle piccole e medie aziende che vogliono puntare concretamente sull’estero, che da 15 anni vengono accompagnate nel cammino dell’export con l’efficienza e la professionalità di chi conosce bene i mercati.