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Il NO al referendum non frena i mercati

Nei giorni precedenti al referendum costituzionale del 4 dicembre, si temeva per la reazione dei mercati, che è stata in realtà molto più contenuta di quella che si prevedeva.
In seguito alla vittoria del NO,  l’incertezza sull’esecutivo e sull’attuale situazione italiana non ha creato un’instabilità degna di nota. I movimenti degli indici, infatti, sono stati relativamente moderati.
Per l’agenzia di valutazione Standard&Poor’s, che vedeva nella riforma dei benefici per la stabilità politica del Paese, l’esito del referendum per ora non ha impattato sul rating sovrano italiano.
Il risultato registrato domenica 4 dicembre non ha avuto un impatto immediato sul merito di credito dell’Italia, poiché non ha ricadute immediate per le politiche economiche o di bilancio dell’Italia.

Chi ha dimostrato preoccupazione per le conseguenze del voto sono stati invece i titoli bancari italiani, soprattutto quelli di Banca Mps e Unicredit, per i quali non è stato facile fare prezzo in avvio e hanno aperto gli scambi in netto calo, per poi continuare la seduta in ribasso.

Per quanto riguarda le utility, si è registrata una lieve preoccupazione da parte di Snam Rete Gas, Italgas, Enel e A2a, le quali attendevano l’implementazione delle riforme proposte dal Governo in materia ambientale e sulla distribuzione del gas.

Lo spread non fa paura ai mercati

L’impatto dell’esito del referendum sui titoli di Stato è stato limitato e sicuramente inferiore a quello che si era previsto. Dopo i 172 punti base registrati in apertura, lo spread tra Btp e Bund è tornato a stringersi, chiudendo a 167 punti base. <<Non c’è stato alcun crollo – ha detto un trader – anche se si segnala un mercato molto sottile, con pochi scambi di liquidità molto ridotta>>.  Questo dimostra come, per i mercati, il referendum è un fatto passato e che la loro preoccupazione si concentra su quello che succederà domani, soprattutto sulla revisione del rating sovrano dell’Italia da parte dell’agenzia Dbrs e sull’esito dell’aumento di capitale di Mps.

Sul mercato dei cambi, l’euro ha recuperato terreno nei confronti del dollaro, attestandosi a 1.073, dopo aver toccato nella notte i minimi dal 2013.

A Bruxelles non sembrano preoccupati per la situazione politica italiana, anzi hanno sollecitato il Bel Paese a “prendere le misure necessarie per assicurare che il bilancio 2017 rispetti le regole del patto di stabilità”.

La situazione post-referendum quindi non ha avuto un effetto negativo sui mercati, che invece continuano a crescere, dando nuova linfa alle aziende italiane che vedono nell’internazionalizzazione una finestra di opportunità.