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Il Sud si risolleva grazie all’export

Sono le Regioni del Sud a trainare l’aumento tendenziale delle esportazioni, che nei primi nove mesi dell’anno ha segnato un +0,5%.

A certificarlo è l’ultimo rapporto ISTAT.

L’export del Meridione segna, infatti, uno strabiliante +10,6%. 
Performance positive si registrano anche per l’Italia Nord-Orientale e Centrale (+1,5% per entrambe), a picco invece l’export delle isole (-21,3%) e in leggera flessione quello del Nord-Ovest (-0,8%).

Proprio le regioni del Nord-Ovest, però, trainano la crescita dell’export del Made in Italy su base trimestrale.

L’export delle dell’Italia Nord-Occidentale segna, infatti, un +2,1% rispetto al trimestre precedente, accompagnato dal +0,8% delle regioni dell’Italia Centrale.
Una leggera diminuzione si registra, invece, per l’export del Nord-Est (-0,2%) e quello dell’Italia Meridionale e Insulare (-1,5%).

I dati grezzi del periodo gennaio-settembre 2016 vedono l’Italia Nord-Occidentale in testa alla classifica dei valori di vendite estere:

  • Nord-Ovest 121.165 milioni di euro
  • Nord-Est 100.591 milioni di euro
  • Centro Italia 50.434 milioni di euro
  • Sud italia 23.355 milioni di euro
  • Italia Insulare 8.059 milioni di euro

Export Lucano all’ennesima “Potenza”

La provincia che mostra l’incremento di vendite estere più rilevante è quella di Potenza, che registra un incredibile +85,1% nei primi nove mesi dell’anno.

Proprio dalla Basilicata, infatti, arriva un contributo decisivo alla crescita dell’export nazionale, con le esportazioni lucane che salgono del +76,6%, costituito in gran parte da vendite verso gli Stati Uniti.

Una performance che si accompagna a quella, ancora migliore, del semestre gennaio.-giugno 2016, che aveva visto l’export lucano crescere dell’82,7% A trainare l’export della regione sono state in gran parte le vendite di autoveicoli.

Un notevole contributo è giunto anche dall’export di Abruzzo (+12,1%), Liguria (+8,5%), Friuli Venezia Giulia (+5,5%) e Marche (+5,2%).

A livello provinciale si registrano crescite notevoli anche per le province di Frosinone (+30,8%), Trieste (+29,3%), Ascoli Piceno (+25,2%), Chieti (+13,7%) e Genova (+12,6%).

Un export che guarda all’Europa

I paesi dell’Area UE restano il principale sbocco delle merci italiane, l’aumento dell’export intra-Ue è infatti aumentato del 2,9%.
A registrare la variazione maggiore è la Calabria, il cui export verso l’Unione Europea segna un’impennata del 10,7%.

Non sono però da meno Abruzzo (+10,7%) Marche (+8,4%), Liguria (+7,1%), Emilia-Romagna (+5,8%) e Puglia (+5,7%).

Il contributo complessivo all’export nazionale viene in maggior parte da Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto e Toscana.

L’export verso i paesi extra-UE è invece guidato da Basilicata e Piemonte, ma forti impennate si registrano per Molise, Abruzzo e Friuli Venezia Giulia.
Da segnalare la crescita dell‘export toscano sui mercati svizzero (+24,1%) e francese (+13,7%), di quello friuliano verso gli Usa (+49,1%) e di quello marchigiano verso il Belgio (+37,1%).

A livello settoriale, le esportazioni di mezzi di trasporto registrano una straordinaria crescita in Lazio (+124,2%), Liguria (+119,8%), Basilicata (+109,1%) e Friuli Venezia Giulia (+51,9%). Mentre il settore chimico-farmaceutico consolida la sua crescita in territorio marchigiano (+40,6%).

Un salvagente per le PMI

Per le piccole e medie imprese l’export costituisce un fattore di sviluppo ed un salvagente in tempi di crisi.
La modesta crescita della domanda interna, che inizia ora a riprendersi dopo gli anni della crisi economica, spesso non è sufficiente a mantenere alti livelli di produzione nelle aziende.

Per le aziende italiane guardare all’estero non è più solo un’opzione, ma una vera e propria necessità. EGO International, con un team di export manager esperti e qualificati, è da 15 anni al fianco delle aziende che vogliono intraprendere con successo il percorso dell’internazionalizzazione.