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Imprese italiane sempre più dipendenti dall’export

Le imprese italiane saranno sempre più dipendenti dall’estero. Ad affermarlo è il comunicato stampa che Intesa Sanpaolo e ConfindustriaPiccola Industria hanno elaborato in occasione della sigla del nuovo accordo per facilitare l’accesso e la contiuità del credito alle pmi, in grado di stanziare 10 miliardi di euro, parte dei quali utili per poter ottenere soluzioni finanziari e e servizi a supporto dell’export.

 

In particolare, la banca afferma come la propensione all’export sia rapidamente cresciuta nel corso degli ultimi cinque anni, passando dal 37% del 2008 al 44% del 2012 e quindi al 45% nel 2013, per poi crescere ulteriormente nel corso dei prossimi esercizi, andando a sconfinare in quota maggioritaria.

A questa tendenza, occorre inoltre aggiungere un ulteriore trend, che vede come protagonisti di destinazione delle esportazioni i “nuovi” mercati. In altri termini, nel 2015 il peso dei Paesi emergenti sui mercati mondiali supererà il 50%, mentre le imprese italiane sembrano ancora troppo concentrate a esportare esclusivamente nei paesi sviluppati.

Di qui la snecessità di realizzare una piattaforma di prodotti, eventi e servizi utili per poter guidare e supportare al meglil e lstrategie di espansione e di internazionalizzazione delle piccole e delle medie imprese. In tal senso, ruolo determinante è giocato dalla consulenza all’export: considerate le ridotte capacità dimensionali delle pmi italiane, l’opzione preferibile sembra essere quella di rivolgersi a un ufficio commerciale estero in outsourcing, che possa ottimizzare gli sforzi, massimizzando il risultato economico.