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Industria: Ue; Tajani, interventi a 360 gradi sostegno Pmi

Prosegue l’impegno della Commissione Ue, con iniziative a 360 gradi, per lo sviluppo dell’industria europea, ma soprattutto delle piccole e medie imprese (Pmi), che costituiscono la spina dorsale dell’economia e rappresentano il principale potenziale motore di crescita per uscire dalla crisi.

Il vice presidente della Commissione e responsabile per l’Industria, Antonio Tajani, ha fatto il punto ieri sulle misure in cantiere volte a rilanciare lo sviluppo di queste aziende. ”Il Consiglio ha sottolineato come sia importante il ruolo della crescita come uno dei pilastri per uscire dalla crisi” ha detto Tajani. “La crescita che punta su una politica per l’economia reale, sul mercato interno, sulla politica industriale e sulle piccole e medie imprese: per questo, diventa straordinariamente importante il lavoro che dobbiamo fare in questi 12 mesi”.

La Commissione, quindi, è ”a caccia di idee nuove per la crescita e la competitività, per rafforzare il ruolo dell’Europa”. Idee come quella già illustrata dallo stesso presidente dell’Esecutivo Ue, Josè Manuel Barroso, di ricorrere ai fondi strutturali ”per incrementare i programmi Cip, cioè gli interventi che riguardano le piccole e medie imprese”.

Le iniziative vanno da un maggiore accesso al credito, ad accordi internazionali per lo sfruttamento delle materie prime, a una rinnovata attenzione in materia di innovazione. Tajani preme per il recepimento della direttiva sui ritardi dei pagamenti, che aumenterà la liquidità a disposizione delle imprese Ue di 180 miliardi di euro, dei quali 60-80 miliardi delle imprese italiane.

La Commissione sta lavorando inoltre a un programma da 2,5 miliardi di euro per facilitare l’accesso delle Pmi al capitale di rischio (venture capital) e ha già presentato al Consiglio e all’ Europarlamento un testo legislativo per ridurre il tasso di rischio ponderato delle pmi (al 75% con Basilea 2), che incide sulle trattenute delle banche al momento in cui erogano crediti alle aziende. Tajani punta su un tasso del 50% con Basilea 3 ed è sicuro che – anche se non si scenderà fino a tanto – verrà ”certamente” ridotto. (fonte: Ansa)