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Internazionalizzazione imprese: Export Trento +4%

A Trento l’internazionalizzazione delle imprese è la chiave della crescita economica. Lo scorso martedì la Provincia ha siglato un Protocollo Operativo con il Ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, volto ad accelerare le strategie di internazionalizzazione pmi sui principali mercati esteri.

Le esportazioni dell’ultimo trimestre sono cresciute del 4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, con circa 20 imprese, che da sole hanno realizzato il 70% delle vendite all’estero.

Le Piccole e Medie imprese sono, come spesso accade, la chiave dello sviluppo. Il fatturato delle aziende con meno di 50 dipendenti segna un +2,1%, mentre nelle aziende con più di 50 addetti tale variazione sale del 3,5%. Un dato che acquista importanza se si considera che le aree industriali occupano appena lo 0,2% della superficie disponibile.

Un territorio verde ma industrializzato

La provincia di Trento presenta un’economia a forte vocazione manifatturiera, che si sviluppa su un territorio complesso, coperto per la maggior parte da boschi e parchi. Fare impresa in questa zona non è semplice sotto il profilo geografico, eppure, contrariamente a quanto si pensa, questo territorio non vive unicamente di pastorizia e turismo.

L’industria, infatti, contribuisce al 31% del pil complessivo e il settore industriale dà lavoro ad un trentino su 3. Nella Provincia Autonoma di Trento sono presenti, secondo dati Istat, 40.296 imprese, pari a quasi l’1% del totale nazionale.

Le nuove sfide dell’export trentino

“Le aziende del futuro saranno 4.0 o non saranno” – ha dichiarato il Ministro Calenda – sottolineando come ormai sia indispensabile il ricorso all’innovazione tecnologica per continuare a vendere su mercati, sempre più esigenti ed evoluti.

I settori che stanno registrando una maggiore crescita sono: servizi alle imprese, terziario avanzato e commercio all’ingrosso.

La sfida dei prossimi anni sarà riuscire a valorizzare sul mercato l’enorme know-how delle aziende trentine. Va ricordato che il settore manifatturiero italiano è secondo in Europa, per volumi di produzione, solo a quello tedesco.

L’importanza crescente verso l’internazionalizzazione delle imprese richiede competenze specialistiche che spesso le aziende non possiedono all’interno, motivo per cui si affidano a professionisti esterni.

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