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Intervista a Fabio Casciotti, direttore dell’Agenzia ICE di Berlino [da La Repubblica]

Oggi riportiamo un’intervista fatta da un quotidiano nazionale a Fabio Casciotti, Direttore dell’Agenzia-ICE – Berlino, l’ente pubblico che si occupa della promozione, ausilio dell’internazionalizzazione delle imprese italiane. 

L’intervista presenta quali saranno i trend futuri nelle relazioni economiche tra Gemania e Italia e verterà anche su temi riguardanti i tratti socio-culturali che accomunano e/o dividono i due Paesi.

1. Il mercato tedesco è il più forte in tutta l’UE e fra i più dinamici a livello globale: da quali settori è trainato?

Afferma Casciotti: “Vorrei ricordare in primo luogo che la Germania è il nostro principale partner commerciale a livello mondiale, con un interscambio che supera i 150 miliardi di euro l’anno. Si tratta dunque del primo mercato di sbocco dei prodotti “Made in Italy” in svariati settori. Nei primi mesi del 2016, le esportazioni sono aumentate del +5,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.. La Germania più forte economia europea, con un PIL che rappresenta il 29% di quello di tutta l’Europa. I settori trainanti sono il  manifatturiero, i servizi , l’arredamento e l’edilizia. Nello specifico, l’agroalimentare (+3%), del design (+3,3%) e dell’industria alberghiera e della ristorazione (+6%) sono quelli che hanno fatto registrare i maggiori incrementi dei consumi. Da non dimenticare il settore automotive che raggiunge un fatturato annuo di 400 miliardi di euro, difatti basti osservare che un auto su cinque nel mondo è di fabbricazione tedesca, la quale conta molto sulla R&S e l’importanza dell’ innovazione. Al secondo posto nel settore industriale vediamo la meccanica, l’industria chimica e farmaceutica, l’elettronica e la biomedica.

2. Quali sono le tre ragioni per cui un imprenditore italiano dovrebbe scegliere la Germania per fare affari?

Le motivazioni per operare con la Germania sono molte. Le più evidenti sono la dimensione e l’efficacia del mercato, la vicinanza geografica e la serietà elevata e la velocità nel lavoro delle imprese e dei dipendenti. Il mercato tedesco è dinamico e competitivo, esigente, quasi sempre già full di prodotti concorrenti. I tedeschi sono sia  attenti al prezzo che alla qualità, cercano innovazione, scelgono in base ad attente valutazioni del committente e danno molta rilevanza al customer care post vendita che permette buoni rapporti, duraturi e fidelizzazione. Se non si ha un “plus”, un qualcosa in più, un fattore di vantaggio rispetto alle imprese nazionali è difficile entrare in questo mercato. Secondo l’opinione di Casciotti (che combacia con i pensieri e la strategia di EGO International Group), essenziale presentarsi bene con cataloghi di qualità possibilmente in tedesco o almeno in inglese, fornendo informazioni complete e chiare sulle caratteristiche dei prodotti che si presentano, su prezzi, termini di consegna, modalità di pagamento e possibilmente anche tutti i tool di marketing utilizzato. 

3. Qual è la percezione dell’Italia e del Made in Italy in Germania?

I tedeschi apprezzano l’Italia dal Nord al Sud. Basta girare per qualunque città tedesca per vedere una miriade di ristoranti italiani e di boutique di moda italiana. Il “Made in Italy” è sinonimo di lusso, qualità, glamour e design. Il prodotto italiano però per esere competitivo deve soddisfare il rapporto qualità-prezzo. Più difficile considerare il Bel Paese come una nazione ad alto sviluppo tecnologico e innovativo.

Uno degli obiettivi dell’Attività di ICE Berlino è, dunque, proprio quello di dimostrare che il “Made in Italy” non è solo generi alimentari, moda, design, ma anche macchinari industriali, biotecnologia, meccanica, biomedica e industria elettronica. Nel mese di giugno l’ICE, in collaborazione con SMAU, ha realizzato l’evento “Italy Restarts Up in Berlin”(dove anche alcuni Export Managers di EGO International erano presenti), durante il quale numerose startup innovative italiane si sono presentate al mondo tedesco. I settori che sono stati toccati sono Agrifood, Industry 4.0, Internet of Things, Fintech, Travel, Fashion & Design.