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Italia sempre più leader europeo dell’alimentare

Anche se non vi era necessità di alcuna conferma in merito, Expo 2015 ha confermato ancora una volta
come l’Italia sia l’assoluto leader europeo dell’alimentare, con una quota sul totale del mercato mondiale
che non conosce termini di paragone superiore nel vecchio Continente. Di fatti, e limitandoci a un rapido
confronto effettuato sui soli principali Paesi europei, scopriamo che nel corso del 2014 l’Italia ha esportato
alimenti per un totale di 20,5 miliardi di dollari, conquistando una quota sul totale del commercio estero
del food & beverage pari al 12,75%, e con un controvalore in incremento del 3,24% rispetto all’anno
precedente.

La prestazione italiana è così di gran lunga più dinamica di quella verificabile nel second leader di questa
speciale classifica, la Francia: i transalpini possono sì difendere il gradino intermedio del podio con i loro
19,2 miliardi di dollari di export alimentare, e una quota di mercato mondiale di poco meno del 12%, ma
non possono certamente vantare sostanziali passi in avanti rispetto al 2013 (+ 0,01%). È andata meglio in
Germania: i tedeschi sono sempre più terzi nella classifica europea dei principali esportatori di alimenti, con
un business di 18,9 miliardi di dollari e una quota sul commercio globale dell’11,76%. La crescita rispetto al
2013 è pari a + 3,67%.

A proposito di crescita, il record tra i principali Paesi spetta certamente alla Spagna, con un incremento su
base annua del 13,96% che ha permesso al Paese iberico di conquistare la quarta posizione con 10,8
miliardi di dollari e una quota sul commercio mondiale pari al 6,74%. In quinta posizione scendono invece i
Paesi Bassi, con un business da 10,5 miliardi di dollari, e una quota di mercato del 6,58%.

Se dal comparto food & beverage si approfondisce un maggiore grado di dettaglio, emergono note
identicamente rosee. Si prenda ad esempio il caso del vino: il leader europeo e globale è sempre la Francia,
ma i 10,1 miliardi di dollari di export dei transalpini, e una quota di mercato del 29,65%, non sembrano
irraggiungibili nel medio termine. Tant’è vero che, mentre la Francia ha chiuso il 2014 con un export di vini
in calo dell’1,24%, le aziende italiane hanno potuto celebrare un incremento dell’1,41% che ha consentito
esportazioni per 6,7 miliardi di dollari e una quota sul totale del commercio estero globale che sfiora il 20%.

Posizioni di rilievo anche nel comparto dell’olio. Qui il leader europeo è la Spagna, grazie a un’annata 2014
da ricordare: + 38,99% dell’export e business che è volato a quota 3,8 miliardi di dollari (quota sul
commercio globale pari a oltre il 50%). Le imprese italiane hanno mantenuto posizioni di stabilità, oggi
possono vantare – con 1,8 miliardi di dollari di export – un quarto di tutto il commercio planetario.
Scorrendo le ulteriori statistiche per singoli prodotti, scopriamo altresì una posizione di rilievo nel dolciario.
In quest’area il leader continentale è il Belgio con 5,2 miliardi di export (quota sul commercio mondiale del
9,35%, in flessione dell’1,45% rispetto all’anno precedente), ma l’Italia si difende ottimamente con 3,7
miliardi, una quota sul commercio mondiale del 6,64%, e un incremento del business su base annua di
quasi il 5%.

Concludiamo infine con i formaggi. Per tale prodotto il primato europeo spetta alla Germania con un
fatturato di 5,1 miliardi di euro, in flessione dello 0,5% rispetto all’anno precedente. Le imprese italiane
hanno invece potuto conseguire una prestazione positiva per il 4,73%, conducendo l’export a 2,8 miliardi di
dollari.
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