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L’export risolleverà la nostra economia

Danni collaterali, li definirebbe qualcuno. E in effetti, a fronte della morte di esseri umani, non possono che essere classificati tali. Di sicuro, si tratta di danni gravissimi per il sistema alimentare dell’Emilia-Romagna. Dai caseifici alle acetaie di invecchiamento dell’aceto balsamico fino ai magazzini di stagionatura dei formaggi Grana e Parmigiano e agli stabilimenti distrutti le perdite si aggirano sui 500 milioni di euro. Sono questi gli ultimi dati che riguardano le province di Modena, Ferrara, Piacenza, Mantova e Bologna diffusi da Coldiretti. Prendiamo il Parmigiano. I danni si aggirano sui 300 milioni, centinai di migliaia di forme di formaggio sono precipitate al suolo a causa del sisma. Si tratta di numeri che influiranno negativamente sul bilancio 2011 del fiore all’occhiello del Made in Italy. La sola consolazione è che il Parmigiano resta una dei prodotti più apprezzati all’estero. 

Nel 2010, secondo i dati diffusi da Crpa-Si Pr le esportazioni del Parmigiano reggiano sono in crescita del 7,9 per cento rispetto al 2009. Il mercato principale è quello americano dove finiscono 6.944 tonnellate del re dei formaggi.  Subito dopo vengono il mercato tedesco (6.743), quello francese (6.591) e quello del Regno Unito (6.402). I tedeschi preferiscono le punte sotto vuoto, gli statunitensi sono in testa per il consumo di forme intere mentre la soluzione già grattugiata è gradita soprattutto ai francesi. Ma cosa succederà ora? Si stanno già diffondendo le iniziative per recuperare il Parmigiano andato “distrutto”, così come si moltiplicano le donazioni alle persone colpite dal terremoto. Ancora una volta, non resta che dire: sarà il nostro senso di umanità a salvarci a vicenda, e sarà l’export ed il marketing internazionale a salvare l’economia.

Redazione online