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Le icone leader del design escono dagli archivi e riportano lo stile Made in Italy

 

Il design italiano ama il vintage e torna a rifiorire attraverso una vera e propria corsa agli archivi, che ripropone e attualizza modelli storici, ma anche dimenticati o mai realizzati, tra i grandi marchi pionieri del design italiano.

 

L’Italia, Paese di creativi per antonomasia, ma anche di nostalgici sguardi verso il boom economico degli anni ’50 e ’60, si presta bene al restyling e accetta la sfida, giocando e incrociando differenti stili ed epoche, come pure i pop anni ’80 e i grunge ’90.

 

Il 2015 si rivela quindi l’anno delle riedizioni, rivisitazioni, riproposte di design: tutto può tornare quando si tratta di gusto e stile. I progetti più anticipatori e visionari vengono riadattati alle esigenze contemporanee di fruizione ed estetica, giocando con i colori e spaziando dai più tradizionali ai più innovativi materiali.

 

È il caso di AgapeCasa, che ha attinto dal portfolio di studio Mangiarotti, verificando ed aggiornandone progetti, come il tavolo in marmo Asolo (del 1981), composto da un piano rettangolare e da due montanti trapezoidali che si innestano in due asole di piano, sostenendolo. O ancora, come il sistema di scaffalature Cavalletto, basato sul concetto di incastri, progettato da Mangiarotti nei primi anni Cinquanta: al posto del legno la rivisitazione lo ha presentato in marmo.

 

Non manca il ripescaggio di designer visionari e rimpianti per le loro brillanti idee, come il milanese Joe Colombo, già celebrato da Kartell con la riedizione della poltrona 4801 del 1966, sinuosa e curva e che resta a oggi l’unico prodotto che l’azienda italiana Kartell realizzò in legno.

Oggi è proposta in metacrilato, in tre colori e in serie limitata.

 

Altri celebri evergreen, come Oluce, lampada Zanuso 275, di marco Zanuso del 1963-65 o Tacchini col suo divano Sesann disegnato da Gianfranco Frattini nel 1970.

 

Il Made in Italy non tramonta mai, anzi, reinventa, rivive e soprattutto, fa sognare in tutte le epoche. Una chicca da non lasciarsi scappare, per clienti, committenti e collezionisti del design italiano e dei suoi grandi Maestri.

 

Il consiglio di EGO International Group è sempre lo stesso: aprirsi a nuovi mercati e puntare sulla qualità italiana. Il design lo insegna da anni.