iten

Le piccole e medie imprese contribuiscono per il 50% all’export

Secondo una ricerca realizzata dal Centro Studi Cna, in collaborazione con il Centro Tedis della Venice International University, il contributo alle esportazioni proveniente dalle piccole e medie imprese è pari al 50% del totale, un valore che nei settori tradizionali del Made in Italy è prossimo al 70%. Le Pmi presentano quindi una proiezione internazionale che, a partire dal segmento di imprese con meno di dieci dipendenti, appare notevole: nel 2008, anno di inizio della crisi, circa 45 mila imprese con una media di 4,5 addetti hanno realizzato più del 20% del proprio fatturato all’estero. Al momento, quello dell’export è il settore che più di altri dà ossigeno ai bilanci aziendali delle Pmi, provati dalle conseguenze della stretta del credito e della riduzione delle commesse.

L’innovazione e la qualità emergono come i fattori determinanti per superare la crisi che ha investito il sistema delle imprese a partire dal 2008. Le imprese che hanno investito nell’ultimo triennio sui mercati esteri appaiono infatti le più performanti. L’innovazione di processo e di prodotto anche attraverso il ricorso ai brevetti, l’investimento sulla qualità anche di tipo ambientale costituiscono il presupposto per ottenere risultati economici positivi sui mercati internazionali.

È necessario, si sottolinea nello studio, rinnovare le politiche e gli strumenti in grado di supportare una vasta ed eterogenea platea di interlocutori con esigenze specifiche con azioni di policy intese a rafforzare la posizione competitiva delle pmi sui mercati internazionali che non possono rappresentare la semplice “miniaturizzazione” dei tradizionali strumenti messi a disposizione della grande impresa internazionale.