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Marzo 2016: riparte l’export di marmi e tecnologie legate al settore marmoreo

Grande incremento all’estero di richiesta macchine e attrezzature di lavorazione italiani nel settore marmoreo (+20%). In crescita moderata anche le vendite di materiali lavorati e grezzi (+5%). I primi tre mesi del 2016 hanno contato circa 600 milioni di fatturato. Stati Uniti, Regno Unito e Germania si confermano ai primi posti per la domanda di materiali lapidei Made in Italy.

L’industria del marmo italiano torna a essere da padrona all’estero. Dopo il consolidamento dei risultati nel 2015, il 2016 vede a un boom nelle esportazioni, con grande richiesta anche in Asia. E’ quanto afferma l’ICE: “l’Italia ha avuto un boom nelle vendite all’estero di tecnologie per la lavorazione e l’estrazione dei materiali lapidei che hanno raggiunto 300 milioni di euro di fatturato solo ad oggi. La crescita è avvenuta soprattutto per l’export di marmi, graniti, pietre naturali, ma anche tra i prodotti lavorati e grezzi. A valorizzare i risultati è stata anche l’analisi statistica condotta dall’Osservatorio di Marmomacc, la più importante manifestazione internazionale per la filiera della pietra e del marmo, a cui gli Export Manager di EGO International hanno partecipato lo scorso novembre portando a casa diversi contatti di buyers esteri interessati al servizio dell’azienda”.

Vediamo alcuni dati rilasciati dall’Istat per l’anno 2015:

Quali sono i mercati esteri di destinazione per il settore marmoreo lapideo?

1) la prima meta resta l’Europa (200 milioni di giro d’affari) con la Germania (30 milioni di euro), la Svizzera (20 milioni di euro) e Regno Unito (17 milioni di euro) che assorbono la maggior parte degli ordini di prodotti e lavorazioni. In calo, invece, le esportazioni verso l’Est Europa (31 milioni di euro), dove tuttavia è in controtendenza la Russia, che si conferma primo buyer dell’area sovietica. 

2) in seconda posizione resta il Nord America, con in testa gli Stati Uniti (88 milioni di euro), seguito dal Canada (10 milioni di euro)

3) mentre risulta in discesa il trend in Medio Oriente (45 milioni di euro), con Arabia Saudita (16 milioni di euro) ed Emirati Arabi a sostenere la domanda (12 milioni di euro).

4) India e Cina, anche in questo inizio 2016, sono i principali compratori di pietre grezze italiane in Asia, rispettivamente, con 30 milioni di euro (+31% rispetto al 2015) e 20 milioni di euro (-14%) di importazioni dal Bel Paese.