NOTIZIE EXPORT DALL'ITALIA E DAL MONDO

Feb 10 2017 User Rating:  / 0

export Spagna

L'Ambasciata Italiana a Madrid lancia un nuovo progetto per promuovere il Made In Italy in Spagna. Si tratta della piattaforma #ITMakES, un'innovativa piattaforma online che si pone l'obiettivo di far conoscere il design e la creatività delle aziende italiane in terra spagnola.

Lo scopo è creare partnership tra imprese italiane e spagnole, ma anche tra designer, ricercatori, ed enti pubblici e privati.
In virtù dei forti legami socio-culturali che esistono tra i due paesi affacciati sul Mediterraneo, ma anche del forte interscambio commerciale che si è creato negli ultimi anni nell'export Italia Spagna.

La piattaforma #ITmakES si colloca a metà tra un social network e un contenitore di progetti, volti a favorire reti di imprese e l'export del Bel Paese verso la Spagna.

Il progetto si colloca nell'ambito dell'iniziativa #Vivereallitaliana del Ministero degli Esteri, un'insieme di promozioni strategiche volte a promuovere la qualità italiana sui mercati esteri, e ad aiutare le aziende italiane a capire come esportare in Spagna.

Spagna importante partner per l'export italiano

La Spagna è il quinto partner commerciale per le aziende italiane che vogliono esportare all'estero, e si prevede un'ulteriore crescita di 5 miliardi entro il 2019. 

Tra gennaio e ottobre 2016 il fatturato delle aziende che hanno deciso di vendere in Spagna è stato pari a 17,3 miliardi di euro, una cifra in crescita rispetto ai 16,4 miliardi di euro dello stesso periodo del 2015.

I settori dove le aziende italiane esportano maggiormente in territorio iberico sono (dati ISTAT 2015):

  • macchinari e apparecchiture 2,7 mln
  • autoveicoli e rimorchi 1,9 mln
  • prodotti chimici 1,7 mln
  • prodotti metallurgici 1,4 mln
  • elettronica 1,3 mln

Ma esportare prodotti italiani in Spagna non è un'importante opportunità solo per le aziende del settore meccanico. 

L'export di prodotti alimentari, in Spagna tocca una fetta minoritaria dell'export, pur essendo passato dai 720 milioni del 2013 ai 904 del 2015. Ma il cibo italiano è molto apprezzato in Spagna.
Il vino italiano, in particolare, è molto amato dal consumatore spagnolo, esportare vino in spagna si rivela spesso redditizio per le aziende agricole italiane.

Dal punto di vista dell'agroalimentare, le esportazioni spagnole sono molto simili a quelle italiane e riguardano principalmente olio d'oliva, vino e frutta. 

Nel complesso l'export italiano detiene una quota di mercato del 6,3% sul totale spagnolo, ed è secondo a quello tedesco (13,1%) e francese (11%).

Si tratta, in ogni caso, di un mercato di grande importanza strategica per le aziende che vogliono esportare prodotti all'estero, anche grazie agli sforzi che i due governi stanno mettendo in campo nell'ambito della cooperazione.

Feb 09 2017 User Rating:  / 0

Bando export consorzi

Il Ministero dello Sviluppo Economico (Mise) sostiene l'export delle PMI  con un bando per l'Internazionalizzazione, che rimarrà attivo per tutto il mese di febbraio.

Il bando è rivolto ai consorzi per l'internazionalizzazione, ovvero le unioni, anche temporanee, di piccole e medie imprese accomunate dello scopo esportare all'estero.

Per potere accedere al contributo a fondo perduto concesso dal Mise i consorzi dovranno avere i seguenti requisiti:

  • essere consorzi o cooperative di almeno cinque PMI dei settori industriale, artigianale, turistico, agroalimentare o ittico aventi sede in almeno 3 regioni differenti (ad eccezione della Sicilia, che può presentare associazioni di sole aziende della regione) intenzionati ad esportare prodotti all'estero
  • avere come scopo vendere all'estero le produzioni del territorio, anche per mezzo di partnership con imprese estere
  • essere senza scopo di lucro e non distribuire utili alle imprese del consorzio
  • essere regolarmente iscritti al Registro delle Imprese e non essere soggetti a procedure di fallimento o liquidazione

Le iniziative finanziabili dal Bando Internazionalizzazione 2017

Le aziende, potranno ottenere finanziamenti per le seguenti iniziative:

  • partecipazione a fiere internazionali o eventi collegati
  • allestimento di showroom temporanei all'estero
  • incontri bilaterali e workshop con operatori esteri
  • azioni promozionali nei mercati esteri
  • attività di formazione e consulenza export, che non superi in totale il 25% del budget
  • registrazione del marchio del consorzio

I progetti export dovranno prevedere una spesa non inferiore a 50mila euro e non superiore a 400mila, e dovranno essere portati  termine entro il 31 dicembre 2017.
Il rimborso non potrà, in ogni caso, superare il 50% del totale.

Come presentare la domanda

La domanda di ammissione al bando consorzi export è da presentare entro il 28 febbraio. La successiva domanda di liquidazione andrà invece presentata entro il 15 maggio 2018, una volta portato a termine il progetto.

Tale domanda dovrà essere redatta in carta semplice secondo il Modello C di Domanda Rendicontazione e inviata tramite la PEC del consorzio all'indirizzo This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it., provvista dell'adegauta documentazione, vale a dire:

  • relazione dell'attività promozionale svolta sui mercati esteri
  • copia dell'atto costitutivo dello statuto

  • autocertificazione inerente agli aiuti erogati dal ministero

Scarica il contenuto integrale del bando e i relativi moduli

 

Feb 07 2017 User Rating:  / 0

 

Il Made in Italy, si sa, è percepito all'estero come garanzia di gusto e qualità. Nel 2016, infatti, le vendite estere dei prodotti agroalimentari italiani hanno toccato il record storico di 38 miliardi di euro.

Il vino si conferma il prodotto di punta per le aziende che vogliono esportare cibo all'estero, con vendite del valore di 5,6 miliardi (+3% rispetto al 2016).

Registrano forti successi anche:

  • salumi +8%
  • formaggi +7%
  • olio d'oliva +6%
  • frutta e verdura +4%

Export agroalimentare italiano, dove puntare

Quali sono i paesi ai quali le aziende che vogliono vendere all'estero devono approcciarsi? Sicuramente è bene iniziare con l'esportare cibo in Europa, dove la distanza logistica è minore e non vi sono dazi né restrizioni.

-Germania, un mercato privilegiato per l'export prodotti alimentari

Tra Italia e Germania esiste da tempo una partnership commerciale privilegiata. Si calcola, infatti, che nei primi 10 mesi del 2016 il mercato tedesco abbia assorbito quasi il 30% dell'export agroalimentare italiano.
Esportare prodotti alimentari in Germania è conveniente anche per il fatto che si tratta di un mercato che premia molto la qualità. Quindi i prodotti italiani godono di una corsia preferenziale e di una reputazione estremamente positiva.

-Francia, numerose fiere del cibo e passione per la cucina italiana

I dati sfatano il mito della Francia come paese nazionalista e poco incline ad importare. I francesi, al contrario, sono molto amanti della cucina italiana e rappresentano un importante partner per l'esportazione di cibi e vini. Basti pensare al successo che hanno le produzioni del Distretto Agroalimentare di Parma, con aziende ormai specializzate nel vendere in Francia i prodotti caseari.
Ioltre, in Francia si tengono numerose fiere dedicate al settore food di rilievo mondiale, come il Salone del Vino di Lione o il CFIA Export di Bruz. Quindi è un mercato in cui i cibi italiani di qualità possono penetrare con relativa facilità.

-UK, un mercato competitivo e strategico

Il mercato inglese è ampio, libero e competitivo. Tutti possono trovarvi spazio, specialmente il Made in Italy. Non sono poche, infatti, le aziende alimentari o agricole italiane che non riescono a vendere in patria, ma si sono affermate con successo nel mercato UK.
La cucina mediterranea è molto apprezzata e i consumatori inglesi sono disposti a spendere cifre più alte rispetto a quelle di altri paesi per usufruirne.
Un altro vantaggio dell'esportare cibo in Inghilterra è dato dal fatto che il Regno Unito costituisce una base strategica per esportare prodotti nel resto del mondo. Lo UK è quindi una location da tenere in considerazione per future espansioni.

-Svizzera, export favorito dalla moneta forte

Un vantaggio dell'esportare in Svizzera è dato dall'alto potere d'acquisto dei consumatori, dovuto ai recenti rialzi della valuta svizzera. Infatti, il Franco Svizzero gode di un cambio nettamente favorevole nei confronti dell'euro.
L'Italia è il secondo partner commerciale delle aziende svizzere dopo la Germania e apprezza molto i prodotti alimentari italiani, privilegiati sia per la vicinanza sia per la qualità.

-Austria, la porta dell'est

Esattamente come il mercato svizzero, anche quello austriaco vanta un alto potere d'acquisto e una passione per i vicini prodotti mediterranei. Le aziende italiane che vogliono esportare cibo in Austria sono favorite anche da vantaggi fiscali e e pagamenti puntuali e sicuri. 
A questo si aggiunge il fatto che l'Austria è, per le aziende italiane, la porta strategica per l'export verso l'Est Europa

EGO International aiuta le PMI a scegliere il mercato più ricettivo per esportare prodotti all'estero. Grazie ad una consolidata esperienza nell'export del settore agrolimentare.

Feb 06 2017 User Rating:  / 0

export cosmetici

Le vendite estere del comparto cosmetico italiano sono state pari a 4,3 miliardi nel 2016, su un totale di 10,5 miliardi di vendite complessive. Vale a dire che una fetta consistente del giro d'affari del settore è dovuta all'export.
A rivelarlo è un'indagine di Cosmetica Italia.

Se il trend si manterrà costante, si prevede nel 2017 un ulteriore +11,5% per l'esportazione di prodotti cosmetici.
Confrontando il dato con il modesto +0,5% dei consumi interni, si capisce come vendere all'estero sia un importante salvagente per il fatturato delle aziende.

Complessivamente, l'industria cosmetica si conferma in salute, con una crescita del fatturato del +5% rispetto all'anno precedente.
È il settore della Grande Distribuzione ad assorbire la maggior parte dei consumi e del guadagno del comparto import export cosmetici. Nei supermercati, infatti, le vendite hanno raggiunto il valore di 3,8 miliardi, vale a dire il 40% del totale.
Buone notizie giungono anche dall'export profumi, infatti, il canale profumeria detiene circa il 20% del totale.

Germania primo partner commerciale per esportazione cosmetici

Come molti altri settori economici, anche quello cosmetico registra la maggior parte delle vendite in Germania, che da sola assorbe quasi il 12% dell'export di prodotti cosmetici.

Il valore delle esportazioni di cosmetici è così ripartito:

  • Germania 413 mln
  • Francia 380 mln
  • USA 327 mln
  • Regno Unito 277 mln
  • Spagna 232 mln
  • Olanda 126 mln
  • Emirati Arabi Uniti 124 mln
  • Hong Kong 123 mln
  • Belgio 120 mln
  • Polonia 119 mln

A registrare la crescita maggiore è però il Belgio, dove le aziende impegnate nell'esportare cosmetici all'estero hanno registrato un forte consolidamento, passando dai 73 milioni del 2015 ai 120 milioni del 2016.

Tra i principali partner commerciali, quelli che hanno registrato una maggiore crescita delle importazioni di cosmetici dall'Italia sono:

  • Belgio +64,6%
  • USA +25,3%
  • Germania +18,9%
  • Polonia +18,4%
  • Olanda +17,6%
  • Emirati Arabi Uniti +11,8%
  • Spagna +6,1%
  • Francia +5,6%
  • Regno Unito +4,2%
  • Hong Kong +0,6%

La ricerca conferma, inoltre, la necessità di colmare al più presto il divario di digitalizzazione con gli altri paesi europei.
Infatti, l'80% delle aziende italiane ha dichiarato di non utilizzare le piattaforme web e social per la comunicazione b2b per esportare prodotti cosmetici. Importanti strumenti di ricerca e visibilità che all'estero sono, invece, molto utilizzati. In particolare nella cosmesi, dove il marketing visuale riveste grande importanza.

Feb 03 2017 User Rating:  / 0

Lazio bando per l'Internazionalizzazione

La Regione Lazio emana un nuovo bando per l'internazionalizzazione delle PMI, dal valore di 5 milioni di euro, erogati a fondo perduto.

Lo scopo del bando internazionalizzazione 2017 è promuovere la competitività delle imprese laziali, tramite un contributo che permetta alle aziende di intraprendere iniziative sui mercati esteri.
Nello specifico, si intende facilitare iniziative di:

  • cooperazione industriale
  • partecipazione a fiere
  • attività di marketing sui mercati esteri
  • acquisto di servizi di consulenza export
  • spese relative al temporary export manager
  • interventi a sostegno dei prodotti tipici

L'erogazione dell'agevolazione avrà un massimale di:

  • 40% per le aziende singole (rimborso spese fino a 100mila euro) 
  • 50% per le associazioni di imprese (rimborso spese fino 250mila euro)

Le modalità di accesso al bando

Possono accedere ai contributi previsti dal bando export sia le aziende in forma singola (compresi liberi professionisti), sia i consorzi e le aggregazioni di imprese (da un minimo di due a un massimo di 6). Purché abbiano la sede operativa nel Lazio e che presentino un progetto concreto in chiave export:

Per accedere al finanziamento, i progetti presentati devono avere un importo minimo di:

  • 50mila euro per le PMI in forma singola
  • 100mila euro per le aggregazioni di aziende

I progetti devono essere portati a termine entro 12 mesi dall'erogazione del contributo.

Le domande devono essere presentate "a sportello", a partire dalle ore 12 di martedì 14 febbraio.

Scarica integralmente il bando internazionalizzazione PMI.

 

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