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Nuove norme per etichettatura e tracciabilità nel settore Food

Dalla primavera 2017 scatteranno nuove norme per tutelare i consumatori e garantire la traccibilità dei prodotti alimentari.

Da quest’anno, infatti, l’Italia recepirà la normativa europea, varata nel settembre 2015 e ed entrata in vigore lo scorso 13 dicembre, in merito alle informazioni da riportare sulle confezioni degli alimenti.

La nuova normativa obbliga i produttori a riportare ulteriori dati nutrizionali sulle etichette alimentari, oltre alla quantità totale di calorie, sempre in rapporto a 100 grammi o 100 millilitri di prodotto. Fino a questo momento tali informazioni erano obbligatorie solo per alcuni tipi di alimenti, mentre da aprile 2017 saranno estese ad ogni prodotto.
Tale etichetta dovrà essere presente, ove possibile, in formato di tabella, o in formato lineare per le confezioni di dimensioni ristrette.

Il produttore avrà altresì la possibilità di mettere in risalto determinate caratteristiche nutrizionali, ad esempio: basso contenuto di grassi o di sale, alto apporto vitaminico o di fibre, ecc.

Si intensifica, inoltre, la lotta alla contraffazione e alle frodi alimentari, infatti per latte, pasta, e prodotti caseari scatetrà l’obbligo di indicare la provenienza della materia prima.
Una sfida che si combatte anche sul versante web, infatti, i principali motori di e-commerce avranno l’obbligo di rimuovere dai loro “scaffali virtuali” i prodotti di prevenienza non certificata.

Piena tracciabilità per il latte

Latte e prodotti caseari dovranno obbligatoriamente riportare etichette di indicazione geografica che mostrino non solo la la zona di mungitura e produzione, ma anche quella di lavorazione e di condizionamento.

Si tratta di una svolta storica per il settore caseario italiano, che allinea l’Italia alla normativa europea 1169/11.
Se tutta la filiera produttiva ha luogo in un solo paese si potrà indicare il solo paese di origine, mentre se le fasi avvengono in diverse nazioni si dovrà indicare la dicitura “Miscela di latte di Paesi UE“, se invece la lavorazione avviene al di fuori dell’Unione Europea si dovrà scrivere “Paesi non UE”.

Il provvedimento entrerà in vigore in primavera, quindi i produttori avranno tempo fino ad allora per smaltire le scorte prodotte con la vecchia etichettatura, che da aprile non potranno più commercializzare.

Il vino diventa digitale

Dal 1° gennaio 2017 è in pieno vigore il “Registro Telematico del Vino“, che andrà a sostituire quelli cartacei e gli adempimenti relativi ad essi.

Saranno tenuti a tenere un registro telematico i titolari di stabilimenti di imbottigliamento, deposito o lavorazione di vini, aceti e bevande aromatizzate a base di vino, compresi coloro che svolgono operazioni in conto terzi.

Fino al 30 aprile 2017 sarà, però, ancora permesso presentare documenti cartacei che giustifichino le operazioni non effettuati online senza incorrere in sanzioni.

Scopo del provvedimento, varato dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, è semplificare la burocrazia ed estendere la tracciabilità, sia per semplificare il lavoro delle aziende che per tutelare i consumatori.

Nuove norme anche per l’olio

Dall’inizio dell’anno è obbligatorio distinguere, negli scambi internazionali, l’olio extra-vergine da quello vergine con diversi codici doganali.

Si tratta di una norma fortemente voluta dai produttori e dalle associazioni di categoria, che tutela la qualità di un prodotto chiave del Made in Italy e previene le frodi. Fino allo scorso dicembre, infatti, la nomenclatura ufficiale riportava un solo codice doganale per entrambi i prodotti.

L’Italia è infatti il secondo produttore europeo di olio d’oliva (472mila tonnellate nella campagna 2015/16), preceduta solo dalla Spagna, che deve tale primato alla maggiore estensione del proprio territorio.

Tale norma era dovuta anche per il fatto che la maggior parte del export di olio d’oliva avviene verso paesi in cui la sensibilità qualitativa verso questo alimento è minore, come Germania, Stati Uniti, Brasile e Cina.