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Nuovi fondi per chi vuole esportare i propri prodotti

Il decreto del ministero dello sviluppo economico dello scorso 7 ottobre 2015, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 1 dicembre 2015, stanzia 80 milioni di euro sul fondo crescita sostenibile, al fine di supportare le imprese in programmi di inserimento nei mercati extra Ue, per la diffusione di beni e servizi prodotti in Italia. Ma come funziona il nuovo intervento ministeriale?

Le linee di intervento

Stando a quanto risulta dal testo del decreto Mise, due sono le linee di intervento, finalizzate a sostenere i programmi di inserimento nei mercati extra Ue. Per poter essere oggetto di agevolazione, gli stessi devono essere realizzati in un solo paese di destinazione, mediante l’apertura di una struttura, non configurabile come rete di distribuzione all’estero, che possa agevolare il lancio e la diffusione di beni e servizi prodotti in Italia, oppure distribuiti con marchio di imprese italiane. 

Ancora, il decreto prevede che tale struttura possa essere costituita da un solo ufficio, un solo negozio o corner e possa essere gestita direttamente dal richiedente o tramite un soggetto terzo locale partecipato o meno dallo stesso richiedente. Gli impieghi oggetto di agevolazione non devono inoltre avere come oggetto una rete di distribuzione. È altresì previsto che l’impresa si impegni, all’atto della presentazione della domanda di finanziamento, a non aprire nello stesso Paese di destinazione altre strutture nei tre anni che seguono alla concessione del finanziamento. 

Chi può fare richiesta

Possono fare richiesta dei benefici suddetti le pmi che hanno sede legale in Italia, che hanno realizzato in ognuno dei tre esercizi finanziari precedenti la presentazione della domanda, un fatturato estero pari, in media, ad almeno il 35% del fatturato aziendale totale. Inoltre, è necessario che al momento dell’erogazione del finanziamento le pmi beneficiarie, siano costituite in forma di spa (dunque, è possibile la richiesta da parte di altre forme giuridiche, purchè avvenga la modifica di forma societaria prima della concessione del finanziamento). 

Una volta erogato, e fino alla data di chiusura del bilancio esaminato per la prima verifica, le imprese hanno inoltre l’obbligo di non modificare la propria forma di spa, pena l’eventuale revoca del finanziamento stesso.

Quanto si può ottenere

L’importo massimo che risulta essere concedibile è pari a 300 mila euro calcolato nel rispetto della normativa comunitaria «de minimis» e nel limite del 25% del patrimonio netto dell’impresa richiedente.

Maggiori informazioni

Per poter disporre di maggiori informazioni, vi ricordiamo che i consulenti Ego International Group sono a disposizione di tutte le imprese italiane interessate a valutare nuovi percorsi di export.