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Previsioni di crescita per il Pil italiano

L’instabilità politica non frena il Pil, che nel 2016 continuerà la sua crescita segnando un +0,9% e un +0,8% nel 2017.
Questo emerge dagli ultimi rapporti stilati da Bankitalia e dal Centro studi di Confindustria.
Proprio il Csc ha rivisto leggermente al rialzo le stime di crescita, che si attestavano in settembre rispettivamente a +0,7% e +0,5%

Una ripresa più sostenuta è prevista dal 2018, quando il Pil dovrebbe crescere dell’1%.

I fattori che spingono le stime al rialzo sono molteplici. In primis la solida ripresa economica negli Stati Uniti (primo partner extra-UE dell’export italiano), pur con l’incognita rappresentata da un Dollaro che si sta rafforzando e potrebbe turbare i mercati.

Mercati che, per adesso, stanno invece ritrovando la fiducia persa negli anni della crisi, vedendo una netta crescita dei mercati internazionali. 

Buone performance italiane

L’andamento dell’economia italiana è stato, nel 2016, migliore delle attese. Anche per merito dell’ultima Legge di Bilancio, che ha stimolato fiscalmente gli investimenti delle aziende in macchinari e produttività, oltre permettere un po’ di flessibilità sul rapproto deficit-pil. 

Non mancano però le incognite, in primis l’instabilità politica, che se non dovesse risolversi in un governo stabile rischia di minare la fiducia di famiglie e imprese con conseguenze negative su consumi e domanda interna.
A questo si aggiunge l’aumento del prezzo del petrolio, che mina il potere d’acquisto dei consumatori ed aumenta i costi per le aziende.

Dal mondo del lavoro giungono segnali positivi, secondo il Csc l’occupazione italiana, dopo avere toccato i minimi nel 2013, risalirà di 905mila unità entro il 2018. 
Vale a dire che la disoccupazione nel 2018 dovrebbe attestarti sul 9,8%, in netta discesa rispetto al picco del 12,8% toccato tra fine 2013 e inizio 2014.

Positive anche le stime di Bankitalia, secondo cui la disoccupazione nel 2019 scenderà al 10,8%, in discesa rispetto all’11,9% rilevato nel 2015.
L’occupazione, secondo la Banca Centrale, segnerà un +0,9% nel 2017, un +0,6% nel 2018 e un +0,7% nel 2019. 
Bankitalia rileva per il primo trimestre di quest’anno un aumento del Pil dello 0,3%. Nonostante si sia registrata un’inattesa frenata in primavera, il bilancio annuale sarà comunque positivo, fotografando un’economia in espansione, seppur non in boom.

Assieme al Pil cresceranno anche consumi ed export

Le esportazioni di beni e servizi, dopo il +4,3% del 2015, saliranno dell’1,4% a fine 2016, e ancora di più nel 2017 e nel 2018 (rispettivamente del 2,4% e del 2,7%). Questo stando alle stime del Csc, che vedono in rialzo molti altri indicatori.

I consumi delle famiglie segneranno un +1,4% nel 2016, accompagnato da un +1% nel 2017 e un +0,8% nel 2018. Questo porterà anche ad un rialzo del prezzi al consumo, che dopo il leggero calo del 2016 (-0,2%) aumenteranno dello 0,7% nel 2017 e dell’1,4% nel 2018.

Le importazioni, dal canto loro, dopo aver visto un piccolo “boom” nel 2015 (+6%), cresceranno dell’1,9% nel 2016 e rispettivamente del 3% e del 3,1% nel 2017 e 2018.

Si prevedono anche rialzi degli Investimenti Fissi Lordi in macchinari e costruzioni (+2% nel 2016, +2,1% nel 2017 e +2,4% nel 2017), e delle retribuzioni (+0,7% nel 2016, +1% nel 2017 e +1,1% nel 2018).

La ripresa economica in atto potrà, però, consolidarsi solo con una situazione politica stabile, sia a livello nazionale che internazionale.