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Riparte il Made in Italy. Kiev torna a comprare

Il rinnovato interesse per il made in Italy è sottolineato dalla richiesta di maggiori progetti e offerte da parte del mercato, in particolar modo da Kiev.

In seguito alla contrazione che si è avuta tra il 2014 e il 2015, in conseguenza agli eventi che hanno colpito il Paese e della grave recessione che ne è derivata, l’economia ucraina è tornata a crescere

Dopo due anni, durante i quali l’export tricolore si è dimezzato, la situazione va stabilizzandosi e le imprese italiane iniziano a guardare al futuro con rinnovato ottimismo.

Una notevole ripresa si è registrata tra gennaio e giugno. Le richieste di offerta riguardano maggiormente il comparto dei macchinari e delle attrezzature. Questo ha avuto un effetto positivo sull’export italiano verso Kiev, che nei primi sei mesi del 2016 è cresciuto del 21,5%, pari a 480 milioni.

L’interesse dell’Ucraina nei confronti dell’offerta italiana non riguarda solo le piastrelle, ma anche gli impianti. Kiev, infatti, rivolge particolare attenzione anche alle tecnologie del Bel Paese.

Un dato importante riguarda sicuramente le crescite a doppia cifra, che interessano l’intero made in Italy: dall’abbigliamento, agli alimentari, dalla gomma-plastica alla chimica, dalla componentistica ai macchinari.

L’esportazione di prodotti dell’agricoltura e della pesca è cresciuta (+38.3%), come anche quella dei prodotti alimentari, bevande e tabacco (+22.9%), dei prodotti tessili, abbigliamento e pelli (+13.0%), del legno e prodotti in legno, carta e stampa (+20.9%), delle sostanze e prodotti chimici (+19.2), degli articoli di gomma e materie plastiche (+44.9%), dei metalli di base e prodotti in metallo (+ 3.8), dei computer, apparecchi elettronici e ottici (+ 42.1), degli apparecchi elettrici (+ 11.5), dei macchinari ed apparecchi n.c.a. (+ 40.2%), dei mezzi di trasporto (+ 13.8%), dei prodotti delle altre attività manifatturiere (+ 3.7%), mentre sono diminuiti quelli dell’estrazione di minerali (-66.8%), del coke e prodotti petroliferi raffinati (- 1.9%) e degli articoli farmaceutici, chimico-medicinali (-14.3%).

Sono sempre di più i buyer ucraini interessati al made in Italy, lo si evince dalla loro partecipazione a diverse fiere ed incontri, dove hanno la possibilità di entrare in contatto con le imprese del Paese.