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Sanzioni alla Russia: rischio di penalizzazione per le imprese italiane

Le sanzioni comminate alla Russia corrono il rischio di creare ripercussioni estremamente significative ad alcuni Paesi dell’area centro-mediterranea del vecchio Continente, come l’Italia. Al di là del “merito” delle sanzioni previste, rimane quindi da domandarsi se ad essere penalizzate siano più i partner russi che quelli tricolori, francesi o tedeschi. E la risposta, almeno a guardare gli ultimi dati consuntivi e previsionali, sembra essere quasi scontata.
Come ricordavano recentemente alcune analisi compiute sul fronte internazionale, la duratura criticità relazionale tra l’Unione Europea e la Russia potrebbe generare una ripercussione in grado di arrivare (potenzialmente) a 5 miliardi di euro, nuocendo – per giunta – a più di 100 mila posti di lavoro all’interno di tutta la macro zona.

Alla base di tali numeri c’è l’evidenza che, ancora oggi, la Russia sia il terzo partner commerciale per l’Unione Europea, mentre Bruxelles, dal canto suo, è il primo per la Russia. Nel corso dell’ultimo anno l’Europa ha importato beni e servizi dalla Russia per circa 200 miliardi di euro, esportandone invece circa 120 miliardi. Un commercio bilaterale particolarmente dinamico che, oltre alla Germania (leader anche in questa speciale classifica), interessa fondamentalmente Francia e Italia.

Ora, con le sanzioni imposte,  il settore dell’export verso la  Russia,  potrebbe rendersi più buio per la sorte delle imprese nostrane.  È il caso – ad esempio – del settore agroalimentare: un settore da 700 milioni di euro, che corre il rischio di ridimensionarsi in tempi rapidi. “I mercati esteri ultimamente ci stavano dando molta soddisfazione” – ha affermato in proposito Luigi Nigro, Coldiretti – “aver ricevuto questo colpo a livello economico, in questo momento, rafforza lo spirito degli imprenditori, ma impone una grande preoccupazione”. 
La vera preoccupazione è tuttavia un’altra. Con l’avvicinarsi dell’inverno, il manico del coltello sembra essere ricondotto sempre più tra le mani della Russia, visto e considerato che le forniture di gas europeo dipendono, attualmente e in buona parte, dai comportamenti moscoviti. Sebbene l’incubo delle interruzioni delle forniture di gas sia lontanissimo, lo stesso non si può dire per eventuali e prevedibili forti rincari derivanti dalle variazioni dello stoccaggio in depositi extra continentali.

Tornando ai rischi per le imprese italiane, la “freddezza” commerciale tra il nostro Paese e la Russia sembra arrivare nel migliore momento per i rapporto bilaterali. È ancora la Coldiretti a ricordare, in proposito, come l’export alimentare italiano sia cresciuto dell’1% per fino nel periodo immediatamente precedente l’arrivo delle sanzioni, che bloccano spedizioni di ortofrutta, carni, latte, formaggi e derivati, per importi certamente non irrilevanti (blocchi di entità minore riguardano il pesce). In tutto, il pregiudizio per le imprese italiane potrebbe aggirarsi sui 200 milioni di euro.

Al fine di fornire ogni chiarimento si rendesse necessario, EGO International è a disposizione di tutte le imprese italiane che desiderassero sapere di più sull’andamento delle proprie esportazioni in Russia, e sui rischi relativi. I nostri consulenti sono inoltre a piena disposizione di tutti quegli imprenditori che desiderino conoscere le migliori strategie di diversificazione dei mercati di riferimento: una diversificazione che può porre le imprese, i loro risultati commerciali e di redditività, al riparo dalle turbolenze di un singolo mercato. L’esempio russo è alla porta, ma potrebbe essere solamente il primo di numerosi casi.