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Strategie (vincenti) per vendere alimentari negli States

Una recente ricerca condotta in ambito americano ci suggerisce alcuni dei metodi “infallibili” per penetrare il comparto alimentare del mercato statunitense.

Cerchiamo allora di capire perchè è meglio puntare sulla promozione del made in Italy attraverso canali tradizionali e innovativi.

Stando alle analisi più recenti, un cittadino americano spende in media 110 dollari a settimana per mangiare e, di questi, circa 20 sono spesi per specialità alimentari: una quota che potrebbe sembrare relativamente contenuta, ma che si rivela in realtà particolarmente significativa se assumiamo in considerazione l’ampiezza del mercato, e la (buona) posizione di partenza del made in Italy.

 

Stabilito quanto sopra, occorre altresì tenere in considerazione che un terzo dei consumatori americani orienta le proprie scelte di acquisto delle specialità alimentari sulla base dei cooking show televisivi: in altre parole, promuoversi mediante la televisione e – in particolar modo – mediante i programmi dedicati, è una strategia ancora molto valida.

Ancora, aggiungiamo che le specialità alimentari italiane sono le più apprezzate in territorio statunitense dopo quelle autoctone, attirando il 79 per cento delle simpatie dei consumatori a stelle e strisce. Statistiche, quelle appena espresse, che suggeriscono l’impressione che il made in Italy alimentare, negli Stati Uniti, possa avere una vita più facile che altrove.

Lo sanno bene i nostri clienti che scelgono di esportare i propri alimenti oltre Oceano, dove hanno potuto trovare un mercato pronto ad accogliere i prodotti italiani, e in grado di apprezzare le specialità regionali.

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