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Verde batte rosso: boom dei prodotti vegani e vegetariani in Italia

L’indagine Istat di marzo 2016 ha affermato un incremento delle vendite dei prodotti vegan e vegetariani, con un crollo degli acquisti della carne (soprattutto quella rossa) negli ultimi cinque anni.

La frutta, la verdura e i cereali battono la prelibatezza della carne sulle tavole degli italiani. Aumenta infatti il consumo di prodotti biologici e vegetali, crolla il mercato animale (sono 3 milioni gli italiani che hanno ridotto il consumo di carne negli ultimi 5 anni) e dato ancora più lampante, il 10% degli italiani tra i 18 e i 40 anni si ispira ai principi e alle ricette vegan (soprattutto chi vive in grandi città). 

A pubblicare la ricerca è l’Istat che ha fotografato i cambiamenti nelle abitudini alimentari del Belpaese negli ultimi 20 anni tra salute, gusto, rispetto per l’ambiente ed etica. Circa il 10% degli italiani si avvvicinano ad almeno un regime alimentare particolare, a partire dalla cucina vegana e da quella vegetariana: il campione raccolto degli intervistati sono stati di circa 3% vegani, 6% vegetariani, seguite da 4% macrobiotici e dall’1% crudisti.

Sono 3 su 5 gli italiani che utilizzano alimenti a base di soia, e sfiorano il 40% quelli che consumano abitualmente cibi di origine vegana o vegetale. L’acquirente tipo viene dal nord-ovest (40%), abita in grandi città (20%) e fa un lavoro manageriale o di ufficio (25%); si tratta donne (58%), tra i 25 e i 50 anni (30%) e e con un titolo di studio equiparabile alla laurea (17%). I prodotti più acquistati sono i sostitutivi del latte vaccino on quello di soia, riso, mandorla o miglio, la pasta di semola di grano duro con i cerali tipo riso, farro, orzo e le proteine animali con tofu, tempeh e seitan (simili al formaggio). 

La gamma dei prodotti vegetali va incontro a esigenze relativamente nuove e in crescita. Oltre la metà dei consumatori infatti si è avvicinata al vegetale nell’ultimo anno (50%) e i clienti fidelizzati hanno aumentato notevolmente il consumo grazie alle varietà in commercio”.Chi ha diminuito il consumo è per una questione di prezzi molto alti. La novità, la leggerezza, la digeribilità, il gusto nuovo e la necessità di variare la dieta sono i principali boost d’acquisto dei consumer italiani.