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Dove esportare vino italiano: i paesi più interessanti in questo momento

Con i dati del primo trimestre alla mano segnaliamo una crescita delle esportazioni del settore andando a compensare la graduale attenuazione dei volumi. Quindi, in presenza di una situazione positiva, ma che va attentamente monitorata, dove esportare vino italiano?

A livello di mercati continua a crescere, per il primo trimestre, l’export verso gli USA mentre invece si sta indebolendo l’export verso il Regno Unito.

Quindi dove esportare vino italiano?

I mercati che stanno crescendo di più e nei quali la positività di è mantenuta anche nei primi mesi del 2018 sono:

  • Stati Uniti
  • Germania
  • Regno Unito

Andiamo nel dettaglio dei mercati per scoprire burocrazia e quote di mercato.

Esportare vino italiano negli Stati Uniti: consolidare un mercato vincente

Come suggerito poco sopra è necessario focalizzarsi su i mercati più redditizi per il vino italiano e puntare a massimizzare vendite e profitti.

Per vendere in questo mercato così vasto è necessario affidarsi ad uno spedizioniere qualificato che si appoggi ad un corrispondente specializzato nello sdoganamento dei prodotti alcolici.

Non sono richiesti documenti di trasporto particolari oltre a: fattura proforma, packing list e polizza di carico; in ogni caso vanno redatti  in accordo con lo spedizioniere.

Per esportare il vino italiano negli Stati Uniti non è necessario il certificato d’origine anche se il TTB si riserva il diritto di richiedere certificati analisi in funzione di eventi particolari (in caso di notizie di contaminazioni, scandali ecc…).

E’ dal 2010 che gli Stati Uniti rappresentano il principale mercato dove esportare vino italiano.

 

Esportare vino italiano in Germania: mercato stabile e vicino

La Germania, paese all’interno dell’UE e relativamente vicino permette buoni flussi per l’export del vino italiano, ma è necessario dividerlo in due casistiche: vino fermo e vino frizzante. Infatti, il vino fermo non è soggetto ad alcuna accisa ed è sufficiente una classica bolla d’accompagnamento mentre il vino spumante è soggetto ad accisa.

I prodotti italiani possono essere liberamente introdotti sul mercato tedesco purchè siano commercializzati nel rispetto della normativa europea.

Il versamento dell’IVA, invece, è obbligatorio per entrambe le tipologie.

Esportare vino italiano nel Regno Unito: mercato ricettivo, ma ad oggi in calo

Da sempre il Regno Unito un ottimo partner nella vendita di vino italiano all’estero, ma nell’ultimo periodo sta avendo una battuta d’arresto pari al 6% del totale.

Esportare il vino italiano nel Regno Unito non richiede particolari procedure dal punto di vista doganale, in quanto rimasto all’interno del Mercato Comune Europeo. Il paese applica un’accisa che deve essere pagata dal momento in cui il prodotto entra all’interno del mercato inglese.

La vendita di vino italiano nel regno Unito può avvenire solo una volta che si è comprovato il pagamento dell’accisa.

Per farlo ci sono 2 modalità:

  • Tramite importatori che provvederanno direttamente
  • L’esportatore provvederà al pagamento della stessa in caso di vendita a privati

Nell’ultimo trimestre, nonostante le osservazioni fatte, la vendita di vino italiano nel regno Unito ha coperto  quasi un terzo del totale.

Se andiamo a ritroso, infatti, troviamo come principali partner USA e UK insieme arrivavano al 66% del totale. Mentre oggi sono scesi al 61%.

Tirando le somme, possiamo confermare come i volumi siano calati nell’ultimo periodo, ma grazie all’aumento del prezzo-mix, lo scenario sembra rasserenarsi nei prossimi mesi. Buone notizie quindi per i nostri esportatori.

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