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Esportare all’estero il Made in Italy: nuovo record

Esportare all’estero il made in Italy non è mai stato così soddisfacente dal periodo pre-crisi. Sono ottime notizie quelle che arrivano da Coldiretti, sulla base dei dati Istat relativi al commercio del 2017.

I due terzi delle esportazioni riguardano il settore agroalimentare con 26,7 miliardi ed interessano per la maggior parte i paesi Ue, ma sottolinea la Coldiretti, gli Stati Uniti con 4,03 miliardi di euro sono il principale mercato al di fuori dei confini europei. Per quanto riguarda i confini del Vecchio continente i maggior paesi ricettivi dell’ export Made in Italy sono:

  • Germania con 6,89 miliardi di euro
  • Francia con 4,53 miliardi di euro
  • Gran Bretagna con 3.34 miliardi di euro

Il boom dell’ export agroalimentare è stato registrato in Cina dove ci sono ancora grani opportunità di crescita. Per ora il giro d’affari è fermo a 448 milioni di euro così come in Giappone (mercato nato da poco per il settore agroalimentare) e in Russia, dove però la nostra potenzialità è frenata dall’embargo.

Esportare all’estero: la crescita italiana nell’ Ue

Esportare il Made in Italy all’interno dei paesi europei  è stato nel 2017 motivo d’orgoglio poiché il nostro export è cresciuto a ritmo serrato ed in maniera maggiore rispetto a quello di Germania e Francia, riducendone, quindi, le distanze.

Inoltre, un ulteriore dato da notare è come l’export bilanci l’import, infatti in base ai dati Eurostat nel 2017 abbiamo esportato di più di quanto abbiamo importato. I 42.2 miliardi di surplus commerciale fa piazzare Roma seconda, dietro alla regina dell’export Berlino.

Lo stesso Calenda segnala il dato ampiamente positivo del 2017, dove l’export Made in Italy non solo è cresciuto, ma lo ha fatto a ritmo superiore di quello tedesco e francese.

I settori e i paesi che contribuiscono alla crescita dell’export

I settori  che hanno contribuito maggiormente alla crescita delle esportazioni italiane sono:

  • Articoli farmaceutici, chimico-industriali e botanici (+16%)
  • Autoveicoli (+11.3%)
  • Sostanze e prodotti chimici (+9%)
  • Metalli di base e prodotti in metallo (+8.7%)
  • Prodotti alimentari, bevande e tabacco (+7.5%)
  • Prodotti di attività manifatturiere (+5.7%)

Mentre, per quello che riguarda i maggiori mercati di sbocco che hanno contribuito alla crescita generale sono:

  • Spagna +10%
  • Stati Uniti +9.8%
  • Svizzera +8.7%
  • Germania +6%
  • Francia +4.9%

Inoltre, l’istituto di statistica segnala la forte crescita di mercati emergenti come Cina con un + 22.2% e la Russia con un +19.3% nonostante sia frenata da Embargo.

Ad oggi, quindi, dopo una fase di declino, le quote dell’export italiano sono cresciute dimostrando quanto la qualità Made in Italy sia apprezzate in Ue e nei paesi extra Ue.

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