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Esportare negli USA dopo i dazi Trump

Esportare prodotti Italiani negli USA potrebbe non essere più così semplice. Gli esperti di Ego International tengono monitorata da decisione del Wto che ha dato il via libera a Trump per l’imposizione di nuovi dazi ai prodotti europei da esportare in America.

Ma per avere un’idea ben più specifica di quello che accadrà all’export Made in Italy è utile riportare quelli che sono i prodotti maggiormente esportati negli USA.

Esportare prodotti negli USA: quanto vale il nostro export?

Cosa esporta l’Italia negli Stati Uniti e quanto vale? Nel 2018, anno per il quale abbiamo una visione completa e significativa, il Made in Italy ha venduto merci e prodotti per un valore totale di 42,5 miliardi di euro. E il flusso continuava ad essere in costante crescita, infatti nell’ultimo anno è stato fatturato il 5% in più rispetto all’anno precedente e allo stesso modo si è riscontrato un incremento rispetto ai 12 mesi precedenti.

Quali sono i prodotti migliori per esportare negli USA e che con i dazi sono più a rischio?

L’agroalimentare è sicuramente il settore che sarà maggiormente colpito. Se l’amministrazione Trump manterrà ciò che era stato deciso nella lista preliminare contenenti i nomi dei prodotti ai quali imputare i dazi, verranno colpiti vini, formaggi, salumi, past, olio extravergine di oliva, agrumi, olive, uva, marmellata, succhi di frutta, superalcolici e caffè.

Questi prodotti nell’anno passato hanno registrato dati di vendita molto incoraggianti, infatti in cima all’esportazioni di prodotti italiani negli USA troviamo:

  • Mezzi di trasporto con 9 miliardi di euro di venduto
  • Meccanica strumentale con un incremento delle esportazioni vicino agli 8 miliardi
  • Agroalimentare-bevande-tabacco in aumento del 1,9%
  • Metallurgia +8,5%
  • Prodotti chimici +12,9%
  • Apparecchiature elettriche +8,9%

Da come riportato è facile comprendere quanti e quali settori hanno rapporti proficui con gli Stati Uniti e quanto i dazi previsti da Trump possano colpire una grande varietà di comparti di produzione italiana.

Esportare prodotti Italiani negli USA: a quanto ammonta l’importo stabilito?

Il Wto ha così decretato: l’America è legittimata ha imporre dazi per il valore di 7,5 miliardi di euro contro l’Unione Europea poiché ritenuta colpevole di aver concesso contributi illegali alla società Airbus. Di contro però la risposta dell’Unione europea non si è fatta attendere ed è pronta a colpire di rimando l’America e i prodotti peculiari per il suo export.

I dazi Trump chi colpiscono davvero?

La guerra commerciale messa in atto dapprima con la Cina e ora con l’Unione Europea combattuta a suon di dazi non potrà che rallentare l’economia mondiale e di conseguenza quelle dei singoli stati. Il momento storico richiede cautela e attenzione.

Lo stesso Donald Trump ha sentenziato “Le guerre commerciali sono facili da vincere”, ma la storia insegna che le guerre commerciali passate, una fra tutte quella degli anni 30 che prevedeva l’introduzione di tariffe Smoth-Hawley finì malissimo, aggravando la Grande Depressione già in corso.

L’obiettivo di Trump dunque di creare nuovi posti di lavoro grazie ai dazi, non si è verificato secondo le aspettative anzi ha portato l’economia americana a  rallentare vistosamente. Il primo settore a risentirne è quello manifatturiero, sebbene sia stato il settore cinese più colpito dai dai dazi dopo quello elettronico. In questo modo il costo dei dazi effettivamente chi lo paga? Non i cinesi, a quanto dicono i dati registrati negli ultimi anni, al contrario di quello che i rispettivi governi si aspettavano non sono i paesi esportatori a pagare il conto dei dazi, e nemmeno gli importatori che, non volendo farsi carico di un costo maggiore per un minor guadagno, alzano il prezzo di costo ai consumatori finali: gli americani.

Quindi, ora con i dati alla mano e una nuova recessione economica alle porte da scongiurare, vincere guerre economiche gioverà a qualcuno o ostacolerà la ripresa?