iten

Esportare prodotti italiani nel 2020: tra conferme e nuove sfide

Esportare prodotti italiani nel 2020 si preannuncia ancora una carta vincente per il proprio business. Gli esperti di Ego International hanno consultato il Rapporto Export Update 2019-2022 presentato da Sace Simest, dove si evince che il futuro delle imprese italiane passa ancora per i mercati esteri.

Le previsioni di crescita per l’export del 2019 sono state sostanzialmente confermate: è stata stimata una crescita pari al +3,4% e la percentuale ottenuta è stata del +3,2%. La lieve contrazione è imputabile al rallentamento di vendite di beni di investimento in particolare macchinari e mezzi di trasporto. Mentre molto bene i settori relativi a farmaceutica e alimentari.

Esportare prodotti italiani all’estero: quali settori con le migliori performance

Esportare all’estero nel 2020 e nel successivo biennio darà soddisfazioni grazie alla ripresa dei beni di investimento, che potrà beneficiare di una domanda crescente da parte dei paesi emergenti. Per contro è atteso un rallentamento per quanto riguarda  i beni di consumo e agroalimentari dopo l’ottima performance avuta nel 2019. La crescita di agroalimentare e beni di consumo continuerà comunque a crescere a livelli sostenuti nel 2021 e 2022.

Secondo lo studio di Sace e Simest, i settori migliori su cui puntare saranno:

  • Meccanica strumentale
  • Chimica
  • Metalli
  • Tessile e abbigliamento
  • Prodotti in legno (mobili inclusi)
  • Food

Esportare all’estero tessile, mobile e Food: il come, dove e quando

Esportare il tessile nel 2020

Nuove opportunità di vendere all’estero tessile saranno presenti in mercati in via di sviluppo e che negli ultimi anni apprezzo particolarmente la qualità e il gusto italiano. I mercati emergenti che hanno o stanno avendo evoluzioni positive sono:

  • Corea del Sud: con un’economia caratterizzata da gusti sempre più ricercati
  • Giappone: mercato piuttosto dinamico nell’ abbigliamento e nelle calzature
  • Qatar: dove la spesa per i beni di consumo a famiglia è intorno al 6% del totale
  • Emirati Arabi: dove Dubai è la principale destinazione per lo shopping del settore

Esportare mobili nel 2020

Mentre per quanto riguarda il settore del mobile la crescita delle esportazioni all’ estero per il 2020 è prevista al +2,9% e al +3,6% nei due anni seguenti. La strada da mantenere per il successo delle esportazioni nei prossimi anni sarà quella che permetterà di mantenere vivo il mercato statunitense,  dove il design italiano continua a riscontrare un forte interesse. Allo stesso modo, sarà necessario aprirsi a nuovi mercati per intercettare la domanda proveniente da Paesi emergenti, come ad esempio l’ Indonesia, dove la spesa per arredamento e casa rappresenta il 5% della spesa delle famiglie. Il Made in Italy è particolarmente apprezzato dai consumatori indonesiani di fascia alta poiché rappresenta il lusso, l’artigianalità e il gusto esclusivo.

Esportare food nel 2020

Il food che verrà esportato nel 2020 sarà piuttosto dinamico per la componente alimentare (+2,2%), ma avrà una crescita piuttosto limitata per quanto riguarda i prodotti agricoli (+0,5%). Dal biennio successivo, invece, le prospettive di crescita saranno rosee per entrambi i comparti.

Tra le destinazioni più promettenti al primo posto è presente al Francia, la cui cultura alimentare è sofisticata. Per questo negli ultimi anni la richiesta delle famiglie sta trainando le vendite di prodotti biologici e sani. Tra i prodotti più richiesti vi sono quelli ittici e piatti pronti o congelati. Un altro mercato è quello del Giappone dove i consumatori stanno imparando ad apprezzare il vino che, dopo l’eliminazione dei dazi a seguito dell’accordo siglato con l’UE, gode anche di un prezzo minore. La Russia invece, anche se ha imposto misure di contrasto all’ importazione di prodotti Made in Italy, apprezza sempre più la nostra birra artigianale. Il mercato statunitense sebbene apprezzi da sempre i prodotti agroalimentari italiani, ha imposto dazi proprio su formaggi e liquori, scaturendo una diminuzione della domanda proveniente da oltreoceano. Ma d’altro canto i dazi imposti su vino e olio francesi e spagnoli potrebbero portare ad alzare le quote di mercato dell’italia negli Stati Uniti proprio per olio e vino.

Lascia un commento

4 × due =

Hai bisogno di aiuto?

Saremo felici di aiutarti. Contattaci subito

Iscriviti alla Newsletter
Loading

Apri le porte a nuovi mercati. Contattaci subito.

Hanover Podbi 333 Center

Cavendish Square 33

Moscow Citydel

Headquarters

Al odaid office tower

5 Penn Plaza

Shanghai Bund Center 18/F