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Esportare vino all’estero: il 2018 sarà l’anno dell’aumento

Esportare vino all’estero sarà per il 2018 un vero piacere. Il tutto giustificato da un’ottima annata. Complice il tempo incerto e i brevi periodi di siccità estivi, il risultato delle vendemmie sarà ottimale sia dal punto di vista della quantità che della qualità.

I fattori favorevoli uniti alla capacità imprenditoriale dei viticoltori italiani portano l’export di vino italiano all’estero a degli ottimi risultati per i mesi appena trascorsi, ma anche a delle previsioni rosee per il futuro.

Per dare un esempio tangibile di ciò che è stato appena dichiarato riportiamo i dati Istat rielaborati da Coldiretti Marche per quel che riguarda il vino marchigiano. L’export del vino ha raggiunto un valore di 12.5 milioni di euro, quasi un +12% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Il settore è dunque in un ottimo stato di salute, dimostrato anche dai bilanci aziendali che nel periodo 2012-2016 ha segnato un aumento del tasso annuo pari al +3.9%. Altresì un aspetto di cui è utile tener conto riguarda la dimensione aziendale. I dati raccolti ci indicano come l’aumento del volume d’affari sia strettamente correlato alle dimensioni aziendali. Infatti, le aziende più grandi e strutturate riescono a posizionarsi meglio sul mercato estero.

Esportare vino italiano in Cina: promuovere il Made in Italy attraverso il consumo di vino

Le autorità italiane in Cina hanno svolto un ottimo lavoro cercando di promuovere il consumo di vino italiano avvalendosi  dell’idea che lo stile di vita italiano può suscitare e valorizzando, di conseguenza, tutto il comparto del Made in Italy.

Da uno studio che raccoglie i dati di tutti i pasi esportatori emerge che nel paese del dragone è sempre la Francia che detiene il primato enologico seguito da Australia e Cile. L’Italia risulta quinta.

Il vino italiano in America: quale ruolo ha?

I vini italiani sono molto apprezzati in America, tanto che l’Italia primeggia con una quota di mercato pari al 27%. La Francia , invece, detiene una quota del 15%.

Nello specifico, lo stato che risulta essere il maggior consumatore dell’offerta enologica italiana è il Texas, che da solo assorbe il 7% del vino consumato negli States. I consumatori tipo sono i Millennial con reddito e titolo di studio elevato. A seguire anche la California apprezza particolarmente il vino italiano.

L’export di vino rosso italiano gode di buona salute,infatti, i consumatori americani reputano il nostro vino come simbolo di esclusività e di lusso.

In attesa della nuova vendemmia che sembra essere di ottima qualità, continuiamo a sviluppare e incrementare l’export di vino rosso verso questi paesi ricettivi.

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