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Export Regno Unito: cosa sta accadendo e cosa accadrà dopo la Brexit

A due anni dal referendum inglese che ha segnato l’uscita da parte del Regno Unito dall’Europa, non sono stati raggiunti accordi per regolamentate l’import e l’export nel Regno Unito.

Questo mette in allarme soprattutto l’Italia. Come ricorda in una nota il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti, non raggiungere accordi mette a  rischio il riconoscimento delle denominazioni d’origine dei prodotti agroalimentari sul mercato britannico.

Export Regno Unito: proteggere le denominazioni d’origine

E’ di fondamentale importanza tutelare le denominazioni d’origine poiché al momento non esiste alcun provvedimento giuridico in Inghilterra che tuteli i nostri prodotti. Inoltre, in mancanza di un accordo tra Inghilterra ed UE il riconoscimento delle certificazione non sarebbe garantito. Questo può mettere a rischio le quote di mercato del Made in Italy che si aggirano intorno ai 3.5 miliardi di euro.

Fondamentale salvaguardare questo aspetto per diversi prodotti italiani. Primo fra i quali il vino che da solo movimenta un giro d’affari per l’export nel Regno Unito pari a 810 milioni di euro.

Inoltre, in Gran Bretagna la legislazione attuale per l’etichettatura dei prodotti “a semaforoboccia oltre l’85% dei prodotti italiani ad origine (DOP). Questo sistema valuta la quantità di ingredienti critici per la salute come: sale, zucchero e grassi. Senza considerare le percentuali contenute nei prodotti. Così facendo, paradossalmente, viene favorito il consumo di alimenti spazzatura come bevande gassate dalla ricetta ignota. Mentre viene bocciato il consumo di Parmigiano Reggiano o di prosciutto di Parma, per non parlare dell’olio d’oliva, prodotto dalle molteplici proprietà benefiche.

Export Regno Unito: il rapporto commerciale dopo la Brexit

Il futuro rapporto commerciale con l’Inghilterra dopo la Brexit deve essere regolamentato da accordi preventivi  che tutelino tutte quelle aziende che fanno dell’export nel Regno Unito la loro base per la crescita aziendale.

Senza queste regole condivise, l’economia italiana potrebbe subire un impatto pesante soprattutto per il settore agroalimentare. Perché il 29 marzo 2019 l’Inghilterra diventerebbe  a tutti gli effetti un paese terzo. In questo modo gli scambi commerciali potrebbero subire tariffe poco convenienti portando a gravi perdite. Oltre al fatto che non verrebbero più tutelate le denominazioni d’origine.

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