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Export USA: la nuova guerra commerciale

E’ in corso per l’export USA la sfida più difficile che si combatte a suon di dazi.

Sì, perché Trump ha posto in essere quello che sembrava essere solo una piccola parte della sua campagna elettorale e che buona parte dei suoi elettori hanno guardato con ammirazione.

Trump ha deciso di sottoscrivere i dazi per prodotti di fondamentale importanza per gli Stati Uniti come:

  • Acciaio con un aumento pari al 25%;
  • Alluminio con un aumento pari al 10%;

in arrivo dalla Cina.

La Cina risponde: “Non staremo a guardare se la nostra economia sarà danneggiata”

La Cina risponde facendo intendere che non ha mai voluto una guerra commerciale con l’America e non la vuole tuttora, ma se la propria economia rischia di essere danneggiata dalle soluzioni protezionistiche di Trump, non starà a guardare e proseguirà ad inserire “misure necessarie” a salvaguardare i propri interessi.

Infatti, sono già stati istituiti da parte delle autorità cinesi alcuni dazi su 128 prodotti Made in USA che andranno a colpire anche generi alimentari come vino e frutta. Queste misure, messe in atto per bilanciare le perdite dovute ai dazi Trump, possono causare agli allevatori ed agricoltori americani degli svantaggi commerciali. Quest’ultimi infatti esportano merci in Cina per il valore di 20 miliardi di dollari mentre l’industria del suino ha affari per 1.1 miliardi di dollari.

Il protezionismo di Trump

La linea del presidente americano è quella di proteggere il mercato del lavoro americano contrastando l’import e proponendo importanti dazi per tutti quei settori in cui l’America è dipendente.

Questo, per evitare che vengano persi ulteriori posti di lavoro e per cercare di colmare gli 800 miliardi di dollari di debito che Trump attribuisce alla precedente amministrazione e alla cattiva politica commerciale che lui stesso è pronto a riformare.

Per il momento, dunque, stiamo vivendo una guerra commerciale dalla quale nessuno vorrà uscirne sconfitto.

Sarà difficile ipotizzare fino a che punto le potenze mondiali sono disposte a spingersi e quali ricadute avrà sui mercati.

Quello che ad oggi sappiamo è che al botta e risposta America – Cina, Wall Street ha accusato il colpo chiudendo al ribasso. Gli investitori in questo clima pericoloso sono cauti e temono che la guerra commerciale non possa che intensificarsi.

La sorte dell’Europa ai dazi Trump

L’Europa rischia di uscirne danneggiata non solo a causa dell’acciaio, ma soprattutto per le tante trattative commerciali interconnesse tra il Vecchio e il Nuovo continente, infatti, il timore è di una perdita generale.

L’Italia, dal canto suo, rischia 40.5 miliardi di export andando a colpire i settori:

  • Alimentare
  • Arredamento
  • Moda

L’Europa per questo è pronta ad attuare tutte le contromisure necessarie per equilibrare le perdite.

Il presidente della commissione, Jean-Claude Juncker, ha fatto sapere che l’Europa reagirà “in modo fermo e proporzionato per difendere i suoi interessi”.

Non resta, dunque, che attendere le prossime decisioni in merito da parte di tutti gli attori in scena, con la speranza di arrivare ad un dialogo costruttivo che porti ad una soluzione vantaggiosa per tutti.

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