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Fiere Food: il Cibus e l’export italiano

Le fiere di settore sono un’occasione importante per le aziende italiane per incontrare committenti esteri e presentare loro i prodotti Made in Italy.

Il Cibus Connect, la fiera che si è svolta a Parma, il 12 e il 13 aprile 2017, è tra gli eventi più importanti organizzati in Italia. L’obiettivo è mettere in contatto produttori italiani con buyer internazionali.

Cibus mette in primo piano le aziende italiane. A differenza di altre fiere, infatti, alla manifestazione espongono solo imprese italiane che desiderano presentare, ai committenti esteri interessati al Made in Italy, i nuovi prodotti del settore Food&Beverage.

Le novità del Cibus

Le aziende italiane presenti al Cibus con un proprio stand sono state 400.
Le novità di quest’anno hanno riguardato i cibi biologici e salutistici. Sempre più aziende hanno puntato sulla quinoa, con la quale realizzare ragù alternativi; sul formaggio e altri prodotti biologici; sulle fettine di carpaccio vegetale, a sostituzione dei salumi, come farcitura dei panini e non potevano mancare prodotti pronti, come le uova cotte e vendute in vaschetta.

La varietà di prodotti italiani presenti al Cibus è stata ampia, permettendo a più di 5 mila committenti esteri di approcciare tradizione e innovazione alimentare italiana.

Grazie all’incontro tra aziende e committenti e all’unicità dei prodotti Made in Italy, l’export italiano del settore alimentare è in continua crescita, registrando un +37% nell’ultimo anno.

Le fiere di settore sono un’ottima opportunità per aumentare la visibilità aziendale e raggiungere mercati internazionali.

Per rendere vantaggiosa la partecipazione alle fiere è indispensabile puntare sull’assistenza commerciale e linguistica di professionisti dell’internazionalizzazione, che grazie al proprio know how, sono in grado di avviare e condurre per e con voi la trattativa commerciale con il buyer estero.

E-commerce food&beverage

Nonostante il Made in Italy sia apprezzato e richiesto in tutto il mondo e la digitalizzazione è in crescita, in Italia molte aziende non puntano ancora sull’e-commerce, strumento importante, che se inserito nelle strategie di internazionalizzazione delle aziende, porterebbe giovamento all’export aziendale.

Ad oggi, infatti, l’e-commerce incide solo per lo 0.35% sulle vendite alimentari totali, per un valore di 570 milioni di euro.

Se le aziende italiane punteranno su questo strumento, si prevede un valore globale di export pari a 3.5 miliardi. Con l’e-commerce, infatti, è più facile raggiungere target difficilmente raggiungibili in altri modi.

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